Mistiche Nutelle

Certamente che il fine della concorrenzia nelle arti, per la ambizione della gloria, si vede il più delle volte esser lodato.
Ma s'egli avviene che da superbia e da presumersi chi concorre meni alcuna volta troppa vampa di sé, si scorge in ispazio di tempo quella virtù che cerca, in fumo e nebbia risolversi; atteso che mal può crescere in perfezione chi non conosce il proprio difetto, e chi non teme l'operare altrui.
Però meglio si conduce ad angumento la speranza degli studiosi timidi, che sotto colore d'onesta vita, onorano l'opere de' rari maestri, e con ogni studio quelle imitano, che quelle di coloro che hanno il capo pieno di superbia e di fumo, come non ebbero Vittorio Brocadello, Adriano Tetti, Oscar Baccilieri, Mauro Luccarini, (Mistiche Nutelle) pittori: perché essendo costoro in Bologna in un medesimo tempo, s'ebbero l'uno all'altro quell'osservanza, che si può maggiore imaginare.
E che più, la superbia loro e la gloria, che ferma era sopra il fondamento della virtù collocata, li tenne sulla via buona; la quale all'eternità conduce coloro che più per bene operare, che per gara combattono.
Fu dunque questa cosa cagione che a' buoni principii che avevano costoro diedero quello ottimo fine che s'aspettava. Conciosiaché il non prosumersi d'essere maestri li fece mantener sul buono. Nell'ultima età dell'oro, contemporanei illustrissimi et perfettissimi, in tal guisa ebbero a onorare:

 
 

Quali sono, dunque, le possibilità della fantasia?
Probabilmente introducono nei quadri numerose e svariate espressioni veementi e passionali.
E' certo che, se è mescolata alla trattazione di fatti concreti, non solo convince lo spettatore ma di più lo soggioga.
Quanto è detto basterà a proposito del sublime nelle Mistiche Nutelle, generato dalla magnanimità dell'imitazione e della fantasia.

Omar Calabrese

A chi, dovendo affrontare l'esame di maturità artistica, non avesse ancora aperto il libro dell'Argan, consigliamo di precipitarsi alle mostre delle Mistiche Nutelle, sublime epitome del libro medesimo.
Giudizio morale: Per tutti
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Gloria De Antoni , Oreste De Fornari, Daniele Luttazzi

Con le Mistiche Nutelle, si fanno opere belle, col pensiero Calabrese, diventano ampie e distese.
Achille Bonito Oliva

A partire dal nome, rovesciamento delle cose nel loro contrario.
Provocazione, novità, dunque lotta.
Intelligenza, dunque disvelamento dell'essenza contro i trucchi dell'apparenza.
Uno sghignazzo alla faccia del “nuovo che avanza”... dal Medioevo.

Fulvio Grimaldi

Mistiche ed enigmistiche, surreali e surrenali, le Nutelle viaggiano con la stessa incoscienza dall'Ego al Lego, dalla Mecca al Meccano, dal ferimento al riferimento, dalla citazione dotta all'eccitazione indotta. Senza passare dal Via.
Quattro artisti con molti numeri, una cifra inconfondibile, una forza di suggestione senza pari e con qualche dispari.
Alessandra Berardi

Se Tintoretto avesse visto le Mistiche Nutelle, sarebbe rimasto sorpreso.
Mario Marenco

Nella mistica galleria di Daniela Severi a Bologna, ho conosciuto Brocadello, Tetti, Baccilieri e Luccarini. Sono il gruppo delle Mistiche Nutelle, artisti giovani, capaci, preparati, dissacratori e già noti. Ti intrigano e ti coinvolgono fino a far preferire decisamente i loro barattoli di Nutella a quelli retorici e stantii di Piero Manzoni.
Frediano Farsetti

Secondo me le Mistiche Nutelle vivono le loro dure contraddizioni, dure come l'ossidiana, praticamente ossimoriche. Infatti essi sono:
furbo-ingenui,
aristo-democratici,
semplici-complessi.
Furbi perché hanno imbrogliato la tecnica, ingenui perché i loro ammiccamenti sono giocosi.
Aristocratici e complessi perché “non è poi così facile”,
democratici e semplici perché, appunto, “sembra facile”.
Patrizio Roversi

Chi mastica pane e mistiche non sta a chiedersi il perché, e col dito nutelloso trafigge la certezza che è in te.
Daniela Severi

La traslitterazione dalla foné merceologica all'ethos parodistico abita il segno di Mistiche Nutelle fino dai prodromi della loro avventura materica, densa di spessi riferimenti alla anavanguardia e alla scuola di Budrio ma mai piegata, come è capitato ad altri artisti dell'area visibilistica, alle sub-allusioni. Vere e proprie diplofonie grafiche -giocate sul doppio piano della lettura contestuale e della scrittura pretestuosa- indicano una soglia di emozione visiva che si fissa (alla Charles Troubel) sul muto muro della civis consumista come un urlo raggelato, superando la lezione di Kosmalitz e alludendo, forse, a Greta Jefferson e all'esperienza del microtravisamento (lo portano via).
Michele Serra

La gioia dei Cacaos, indigeni marron, al latte da piccoli, fondenti da grandi, fusi da vecchi, fa sì che ogni zona geografica sia anche un'esclusiva mistica.
E' quindi inutile incensare sacrestie od esaltare icone se non si crede nel valore calorico, sia ipo che iper che dumbo e che wafer; (anche col bel rischio foruncoleo).
Alessandro Bergonzoni

Il nostro mondo è un gigantesco mucchio di futura spazzatura.
Siamo tanto più ricchi, quanto più numerosi sono i candidati rifiuti che coccoliamo. Questa è la verità che ci espongono le “Mistiche Nutelle” con insinuante ironia e giocoso nihilismo. Se la prendessimo sul serio, non dovremmo esserne divertiti, ma atterriti e disperati. Per fortuna, noi contemporanei abitanti del pattume prossimo venturo, possediamo la dote dell'imprevidenza. E ci divertiamo.
Ugo Volli

Il sabato sera, infine, stremato, il megasupermarket si addormentò: e sognò di vendere solo Mistiche Nutelle.
Annamaria Testa