Ipermercati dell'arte
Il consumo
rappresentato, ironizzato, contestato


Apre il 09.10.2004 - Chiude il 09.01.2005

Si inaugura a Siena il giorno 9 ottobre 2004 la grande mostra Ipermercati dell´Arte, curata da Omar Calabrese (Università di Siena) con la collaborazione di Achille Bonito Oliva (Università di Roma), François Burkhardt (già direttore del Centre Pompidou), Laurent Busine (direttore del Museo del Grand Hornu, Belgio) e Max Hollein (direttore del Museo Shaarja di Francoforte). La mostra durerà fino al 9 gennaio 2005.


La mostra avrà luogo, per la prima volta nella città, in tutti e tre i centri museali del Comune: Palazzo Pubblico - Magazzini del Sale, Santa Maria della Scala - Palazzo Squarcialupi, Palazzo delle Papesse. L´esposizione ripercorre una delle tendenze fondamentali dell´arte contemporanea: quella di dialogare con la sempre più aggressiva cultura di massa, utilizzando come nuovo materiale artistico gli oggetti del consumo popolare. Un simile orientamento da parte degli artisti nasce già con le avanguardie storiche (in particolare dadaismo, futurismo e surrealismo), ma si sviluppa soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando si manifesta definitivamente il carattere della società industriale di oggi. La mostra illustra appunto l´evoluzione del tema negli ultimi quaranta anni secondo tre linee specifiche. Nel Palazzo Pubblico la sezione Misure. Il consumo rappresentato illustra il fatto che gli artisti hanno operato un vero e proprio ”ritratto“ delle merci (ad esempio con la Pop Art), risultando per ciò stesso ”attuali“. Al Santa Maria della Scala si mette invece in scena Dismisure. Il consumo ironizzato, per indicare le trasformazioni di significato che gli artisti hanno portato agli oggetti, cambiandone colori, dimensioni, materiali a scopo essenzialmente ludico. Nel Palazzo delle Papesse il percorso si conclude logicamente con Contromisure. Il consumo contestato, a testimoniare l´atteggiamento di critica dei consumi di massa che, magari in tempi di anti-globalizzazione, gli artisti hanno spesso sostenuto.

Nel Cortile del Podestà del Palazzo Pubblico, tuttavia, è collocata anche una sorta di introduzione problematica: l´intera serie dei Condannati a morte eseguita da Oliviero Toscani (autore anche del manifesto della mostra) per Benetton, che rappresenta l´insieme delle contraddizioni della cultura di massa, orientata da un lato al consumo, ma potenzialmente aperta anche ai temi civili.
Compongono la mostra circa 150 opere dei maggiori artisti del mondo. Fra i nomi più rilevanti: Claes Oldenburg, Andy Warhol, Paul Davis, Mimmo Rotella, Giacomo Manzù, Arman, César, Nam June Paik, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Barbara Kruger, Piero Manzoni, Vettor Pisani, Christo, Tony Cragg, Fabrizio Plessi, Daniel Spoerri, Wolf Vostell, George Brecht, Aldo Mondino, Ben Vautier e moltissimi altri. Numerosi pezzi sono stati realizzati appositamente per l´esposizione (Vedovamazzei, Michel François, Braço Dimitrijevic, Minerva Cuevas, Fabrizio Plessi), e altri vengono esposti per la prima volta.